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attualita·Attualità, Geopolitica e Satirabyemanuelegori

Il ministro Ben Gvir pubblica il video degli attivisti della Flotilla in ginocchio e ammanettati: "Benvenuti in Israele"

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha pubblicato sui social un video in cui passeggia tra decine di attivisti della Global Sumud Flotilla tenuti bendati, inginocchiati e ammanettati nel porto di Ashdod. Sventola una bandiera e dichiara: "Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare". Un'attivista che aveva gridato "Free Palestine" viene trascinata a terra davanti a lui. Non stiamo parlando di un atto compiuto nell'ombra e poi denunciato: Ben Gvir lo ha filmato, montato e distribuito come se fosse un trofeo. Tra i fermati ci sono almeno 27 cittadini italiani, intercettati in acque internazionali al largo di Cipro. La condanna è arrivata da Italia, Unione Europea e persino dall'interno del governo Netanyahu, con il ministro degli Esteri Sa'ar che ha scritto: "Tu non sei il volto di Israele". Che il ministro degli Esteri dello stesso governo abbia dovuto ricordargli che i prigionieri non si esibiscono come trofei dice già tutto sul livello a cui è arrivato il dibattito nel governo Netanyahu

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Un mese fa veniva uccisa la giornalista Amal Khalil. Per non dimenticare

Amal Khalil aveva 43 anni ed era una cronista del quotidiano di Beirut Al-Akhbar. Lavorava per quel giornale dal 2006, e in oltre 17 anni sul campo aveva costruito una rete capillare di contatti e fonti nel sud del Libano. È stata uccisa il 22 aprile 2026 da un raid israeliano, durante il cessate il fuoco, mentre era in servizio insieme alla fotografa Zeinab Faraj. Le due stavano tornando da Bint Jbeil quando l'auto che le precedeva è stata colpita da un drone. Le giornaliste si sono rifugiate in una casa, da cui Khalil ha continuato a comunicare con i colleghi e con l'esercito libanese chiedendo soccorso. Le forze israeliane hanno poi impedito i soccorsi per ore, aprendo il fuoco contro le ambulanze della Croce Rossa. Il corpo è stato recuperato sette ore dopo, sotto le macerie. Zeinab Faraj è sopravvissuta, ferita. Già nell'autunno 2024 Khalil aveva ricevuto minacce dirette dall'esercito israeliano, con messaggi espliciti che le intimavano di lasciare il paese. Il Committee to Protect Journalists ha definito la sua uccisione un "omicidio mirato".

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Il record che Meloni non rivendica

Centosedici voti di fiducia. Mai successo prima nella storia repubblicana. Eppure il record che Meloni si gode è un altro, il secondo governo più longevo dal dopoguerra. Il primato della longevità lo sventola dovunque. Quello dei 116 voti di fiducia lo nasconde sotto il tappeto.

Strano, perché i due numeri raccontano la stessa cosa. Il governo dura proprio perché ha smesso di parlare con il Parlamento. 116 volte ha detto alle Camere prendere o lasciare. Niente emendamenti. Niente discussione vera. Tre anni e mezzo dentro la stessa formula. Funziona, certo. Ma chiamarla ancora democrazia parlamentare diventa una bugia per cortesia.

Quando lei stava all’opposizione la stessa identica pratica la definiva “deriva preoccupante”. Adesso che la pratica porta il suo timbro, è normalità. Il regolamento delle Camere è uguale a prima. La Costituzione pure. È cambiato solo chi siede al governo.

E qui arriva il pezzo che spiega perché tutto questo passa quasi liscio. La stampa. Reporters sans frontières il 30 aprile ha pubblicato il World Press Freedom Index 2026 e l’Italia è scivolata al 56° posto. Per dare una misura: nel 2024, primo anno intero di governo Meloni, eravamo al 46°. Dieci posizioni perse in due anni di sue manovre legislative. Stabilmente fuori dagli standard dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, lo dice testualmente la Federazione nazionale della stampa. Insieme all’Ungheria di Orbán. Davanti a noi (davanti, non dietro) Ghana, Costa d’Avorio, Gambia.

Il rapporto le ragioni le elenca senza giri di parole. La legge bavaglio approvata dalla maggioranza. Le interferenze dirette sulla Rai, descritta come “strumento di comunicazione politica al servizio del governo”. Il Media Freedom Act europeo che il governo non ha recepito. Le querele Slapp usate come arma di intimidazione contro le inchieste scomode. La riforma sulla diffamazione bloccata in commissione Giustizia con un testo, quello del senatore Balboni, che la Fnsi giudica peggiorativo. La precarietà dei giornalisti che mina indipendenza e capacità di scavo.

Ecco. È così che Meloni può raccontare quello che vuole. Una stampa zoppa, controllata nei nodi, intimorita dalle querele, alza meno la mano. Lei lo sa. Lo sa così bene che il 22 ottobre scorso, in Senato, ha avuto il coraggio di rivendicare un miglioramento della libertà di stampa: ha confrontato il 58° posto del 2022 (anno Draghi, peraltro) con il 49° posto del 2025, intascandosi un avanzamento che non era suo. Pagella Politica le ha fatto i conti il giorno dopo. Sotto il suo governo il punteggio italiano è sempre sceso, non salito. Le posizioni guadagnate erano merito di chi c’era prima. Quelle perse sono firmate da lei. Ma con una stampa indebolita anche una contabilità così sfacciata passa, viene ripetuta, arriva ai TG senza un controvento decente.

Veniamo a quello che pesa sulle vite, però. Numeri economici. Il PIL 2025 è cresciuto dello 0,5%, certificato Istat. Negli anni pieni del governo Meloni la crescita è stata costantemente sotto l’uno per cento. La Spagna nel 2025 è cresciuta del 2,9%. La Polonia del 3,2%. Noi siamo fermi, con una macchina che ha il motore sotto sforzo da un pezzo. Il debito pubblico ha sfondato il 137% del PIL, secondo solo alla Grecia nell’Eurozona. La pressione fiscale ha toccato il 43,1%, due punti pieni in più in due anni. Il deficit è rimasto al 3,1%, sopra la soglia europea, e l’uscita dalla procedura d’infrazione che il governo aveva sbandierato per mesi è saltata.

Ma il dato che dovrebbe far calare il silenzio in qualunque conferenza stampa di autocelebrazione è un altro. L’Ocse, a marzo 2026, ha collocato l’Italia al penultimo posto della sua area per recupero dei salari reali. Penultima. Davanti a noi solo la Repubblica Ceca. I salari italiani in termini reali sono ancora sotto il livello del 2021. Lo stipendio medio del nostro Paese, sempre Ocse, è 21° su 34, con un gap di 8.523 dollari rispetto alla media (dati in parità di potere d’acquisto, omogenei). Per questo i giovani fanno le valigie. Mica perché amano Berlino.

Il 4 settembre Meloni festeggerà il sorpasso sul Berlusconi IV. Ci sarà il video, magari verticale per i social, voce ferma e sguardo dritto in camera. Non dirà dei 116. Non dirà del 56° posto RSF. Non dirà del penultimo posto Ocse sui salari. Sarà compito nostro, di chi scrive ancora liberamente, ricordare cosa c’è dietro al primato di durata. Una democrazia che si fa più sottile ogni mese che passa, mentre l’economia reale lascia indietro chi lavora.

Stefano Bucci (stax)

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tecnologia·Tecnologia Etica e Sostenibile – Liberarsi dai Monopoli delle Big Techbyemanuelegori

L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando il lavoro: sta mettendo in crisi l’intera classe degli impiegati.

Secondo il futurologo Martin Ford, l’AI e la robotica sono destinate a colpire prima di tutto i colletti bianchi, mettendo in crisi milioni di impiegati che svolgono mansioni ripetitive davanti a un computer. Il problema non è l’automazione “di base”, ma il fatto che gli algoritmi stanno raggiungendo e in molti casi superando le capacità cognitive di lavoratori con competenze nella media. Il risultato è una contrazione drastica dello spazio professionale in cui l’essere umano resta davvero competitivo. Molti ruoli tradizionali potrebbero semplicemente scomparire. Paradossalmente, chi lavora con le mani oggi è più al sicuro. Mestieri manuali specializzati come elettricisti e idraulici restano difficili da automatizzare, mentre la robotica fatica ancora a sostituire l’adattabilità e l’affidabilità umana nel mondo reale. In questo scenario, l’AI non elimina il lavoro in modo uniforme: schiaccia il lavoro medio, lasciando spazio solo a due estremi. Da una parte poche figure ad alta creatività, responsabilità e capacità relazionali; dall’altra professioni pratiche difficili da replicare. In mezzo, il cuore della classe impiegatizia rischia di diventare superfluo.

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Musk blocca la generazione di immagini di Grok

Finalmente dopo un’ondata di critiche internazionali, Italia compresa, per l’uso di Grok nella produzione e diffusione di deepfake sessuali, Elon Musk ha deciso di limitare la generazione di immagini tramite Grok, il modello di intelligenza artificiale integrato in X/Twitter, rendendolo accessibile solo agli utenti abbonati e quindi identificabili. In Italia, il Garante per la privacy ha richiamato l’attenzione sui rischi dei deepfake (video/audio falsi), ricordando che la loro diffusione costituisce reato secondo la legge sull’IA entrata in vigore nell’ottobre 2025. L’avvertimento riguarda non solo Grok, ma tutti i modelli di IA generativa.

Fonte: https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/09/news/grok_abusi_digitali_restrizioni_pedopornografia_sesso-425084902/

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Prima lettura dell’anno: il giudice USA blocca NSO Group dall’usare WhatsApp per nuovi spyware

La mia prima lettura dell’anno riguarda una vicenda che continua a far discutere nel mondo della cybersecurity. Parliamo della lunga battaglia legale tra Meta/WhatsApp e la società israeliana NSO Group, nota per aver sviluppato lo spyware Pegasus, utilizzato in passato per colpire giornalisti, attivisti e perfino figure politiche in vari Paesi, Italia compresa.

La causa nasce dalle accuse secondo cui, nel 2019, NSO avrebbe sfruttato una vulnerabilità nelle chiamate VoIP di WhatsApp per colpire circa 1.400 utenti con attacchi “zero‑click”, cioè senza alcuna interazione da parte della vittima. Secondo Meta, NSO avrebbe reverse‑ingegnerizzato l’app e creato un vettore di attacco che permetteva ai suoi clienti governativi di sorvegliare gli utenti e accedere ai dati presenti sui server della piattaforma.

Un giudice federale della California ha infatti respinto la richiesta di NSO di sospendere l’ingiunzione che le impedisce di utilizzare l’infrastruttura di WhatsApp per qualsiasi attività legata ai suoi spyware, almeno fino alla decisione sull’appello.

NSO sostiene che l’ingiunzione rischia di causare danni “catastrofici” alla sua attività, ma il giudice ha stabilito che l’azienda non ha dimostrato di avere buone probabilità di successo nel contestare la propria responsabilità. Le prove raccolte finora mostrano che NSO avrebbe superato di molto qualsiasi uso autorizzato del servizio.

L’unica concessione del tribunale è una breve sospensione amministrativa di massimo 45 giorni, che servirà a NSO per chiedere l’intervento della corte d’appello. Fino ad allora, però, la società non potrà utilizzare WhatsApp né la sua infrastruttura per alcuna attività legata allo sviluppo o al test dei suoi strumenti di sorveglianza.

In sintesi il tribunale, giustamente, sembra voler impedire che l’azienda continui a usare WhatsApp come piattaforma per individuare nuove vulnerabilità o sviluppare nuovi exploit. In pratica, non si tratta solo di chiudere una falla, ma di bloccare chi quella falla l’ha sfruttata e potrebbe farlo di nuovo.

È un segnale forte verso l’intero settore degli spyware commerciali: la sorveglianza digitale non può essere lasciata senza regole, e le aziende che operano in questo campo devono rispondere delle proprie azioni. Una vicenda che, a mio avviso, continuerà a far discutere ancora a lungo.

Fonte https://therecord.media/judge-rules-nso-cannot-continue-whatsapp-spyware

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Google e l'IA: il cambiamento di paradigma

L'IA si sta rivelando per quello che è davvero: non un'intelligenza umana, ma un'interfaccia che trasforma archivi enormi di informazioni in risposte immediate. Come spiega qualcuno: i motori di ricerca tradizionali funzionano come una biblioteca: ti offrono un elenco di titoli e tocca a te cercare, leggere, analizzare, valutare. La ricerca con l'IA rovescia questo processo: è come avere un bibliotecario che ha già letto tutto il Web e ti restituisce una spiegazione su misura. Peccato che questa "spiegazione su misura" te la fornisce secondo criteri che tu non puoi controllare né verificare. Non scegli più le fonti, non valuti più l'affidabilità, non confronti più le versioni. L'IA decide per te cosa è importante e cosa no, quali fonti privilegiare e quali ignorare

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Per la prima volta si introduce una responsabilità diretta delle grandi piattaforme online nelle truffe finanziarie

La svolta è in un accordo appena trovato in Europa, tra Parlamento Ue e Consiglio: se una frode nasce da un annuncio o da un contenuto segnalato su Facebook, Instagram, TikTok o altre piattaforme e quel contenuto non viene rimosso, la piattaforma potrà essere chiamata a rimborsare la banca, che a sua volta avrà l’obbligo di indennizzare il cliente vittima del raggiro. L’Europa vuole colpire così un fenomeno molto pericoloso per gli utenti: il 77 per cento delle truffe in Europa parte dalle piattaforme social e il 59 per cento da quelle Meta (Facebook, Instagram, Whatsapp, Messenger), secondo la banca Revolut. Tra le più frequenti ci sono appunto le truffe e-commerce, dove il prodotto o non arriva o è molto diverso da quello pubblicizzato. Ma ci sono anche le truffe su trading online, che promettono guadagni straordinari con le criptovalute ma sono in realtà un modo per rubare i soldi di chi ci casca.

Per la prima volta si introduce una responsabilità diretta delle grandi piattaforme online nelle truffe finanziariehttps://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2025/12/03/news/pagamenti_digitali_responsabilita_diretta_piattaforme_truffe_pubblicita-425017500Open linkView original on diggita.com
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La nuova era del commercio è già qui. E non passa più da Amazon

Secondo il Financial Times, OpenAI punta a generare un nuovo flusso di reddito trattenendo una percentuale sulle transazioni avviate dalla chat. (Fonte opentools. ai)

OpenAI sta integrando sistemi di checkout direttamente dentro ChatGPT, in collaborazione con Shopify. Non si tratta più solo di ricevere consigli o confrontare prodotti: si potrà acquistare direttamente dalla chat, senza dover visitare il sito del venditore. Ma la cosa impressionante è che chatGPT è già il quinto sito più visitato al mondo. (Fonte Ansa. it)

E Google ? Pur restando primo, è minacciato da un’interfaccia conversazionale che capisce cosa vuoi, ti consiglia e ti fa comprare, senza perdere tempo a cercare sul web. Internet come lo conosciamo sta velocemente cambiando.

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La verità a volte si dimentica come i fazzoletti in tasca

La testimonianza. Massimo Giannini, giornalista: "Al tempo del Covid, ho passato tre settimane in terapia intensiva, attaccato a una bombola d’ossigeno. Ho visto l’inferno nei pronto soccorso. Ho visto decine di ambulanze ferme nelle piazzole con i contagiati più gravi a bordo perché non c’erano più posti letto. Ho visto medici e infermieri combattere a mani nude contro un nemico ignoto e invisibile, con anticoagulanti e antivirali della Sars. Ho visto morire in solitudine vecchi, adulti della mia età, ragazzi più giovani. Ho visto pazienti in coma e intubati per giorni, alcuni volati via così, altri tornati alla vita con occhi allucinati. Ricordo lo sgomento di quei giorni: già allora, mentre crescevano orrore e dolore, c’era chi dalla fogna social vaneggiava di grandi congiure, chi considerava farlocche le immagini dei camion militari che nella notte spettrale di Bergamo portavano via centinaia di bare."

La verità a volte si dimentica come i fazzoletti in tascahttps://www.repubblica.it/commenti/2025/08/23/news/vaccini_schillaci_giannini_meloni_salute-424802541/Open linkView original on diggita.com
fediverso·Fediverso - social federati indipendenti byemanuelegori

Perché sempre più persone lasciano Facebook e X per abbracciare il Fediverso

So che suonerà familiare e sicuramente qualcuno l'ha già spiegato molto meglio di me, ma ci tenevo comunque a fare la mia parte. Questo post è un invito rivolto sopratutto a chi è stanco dei soliti social pieni di pubblicità invadente, occhi indiscreti e algoritmi opachi. Quindi se già partecipi attivamente nel Fediverso puoi tranquillamente saltare questa lettura !

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linux·FediLUG Italia - il Linux User Group ufficiale del fediversobyemanuelegori

I 10 comandi più utilizzati in Linux

Ogni persona che utilizza Linux avrà il proprio elenco di comandi più utilizzati. Un amministratore di sistema utilizzerà probabilmente alcuni comandi più frequentemente di un utente principiante.

L’idea è individuare quei comandi che vengono utilizzati più frequentemente e che possono servire quasi a qualsiasi utente e scopo.

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internet·Open Internet Italia - Social e Servizi Webbyemanuelegori

OpenAI addestra ChatGTP con le nostre immagini

ChatGpt ha integrato una nuova funziona gratuita per tutti, ma non è un caso. Il modello Gpt-4o adesso è in grado non solo di generare ma di modificare ogni immagine che gli sottoponiamo e di ricrearla in uno stile a nostra scelta. Ma la funzionalità, molto divertente, diventata subito virale è quella di riprodurre, con stili iconici, le nostre foto. Però OpenAI potrebbe aver deciso di rilasciare questa funzionalità a tutti, in modo gratuito, non tanto per riempire le nostre bacheche social di nuovi meme, ma per immagazzinare in breve tempo una gigantesca mole di dati. Infatti anche in questo caso gli stiamo regalando volontariamente e gratuitamente, foto di noi, della nostra famiglia, dei nostri amici, dei nostri animali domestici che gli saranno molto utili per addestrare il modello a diventare un vero esperto nella generazione di immagini.

Fonte Corriere della Sera

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Cloudflare controlla le nostre password gratuitamente e scopre che quasi la metà degli accessi utente osservati è compromessa

Molti utenti riciclano le password su più servizi. In base al traffico osservato da Cloudflare tra settembre e novembre 2024, il 41% degli accessi riusciti sui siti web protetti da Cloudflare coinvolge password compromesse. "Quando eseguiamo questi controlli, Cloudflare non accede né memorizza le password in testo non crittografato degli utenti finali." Le password vengono hashtag – cioè convertite in una stringa casuale di caratteri utilizzando un algoritmo crittografico – allo scopo di confrontarle con un database di credenziali divulgate. L'analisi dei dati si concentra sul traffico proveniente da proprietà Internet sul piano gratuito di Cloudflare, che include il rilevamento delle credenziali divulgate come funzione integrata.

In sostanza Cloudflare conosce la vostra password e username del sito a cui fate login protetto dal loro sistema ma non preoccupatevi che non la divulghiamo ma la crittografiamo solo per controllare se è stata violata e fare analisi statistiche.

Cloudflare controlla le nostre password gratuitamente e scopre che quasi la metà degli accessi utente osservati è compromessahttps://blog.cloudflare.com/password-reuse-rampant-half-user-logins-compromised/Open linkView original on diggita.com
opensource·Open Source italiabyemanuelegori

Come installare Memos e come database PostgreSQL con Docker Compose

L’obiettivo principale di Memos è consentire all’utente di catturare idee, note e promemoria in modo semplice ed immediato, ma puoi impostarlo con più utenti e ad esempio fornire una piattaforma privata per prendere appunti a tutta la famiglia. A differenza di servizi proprietari come Google Keep o Evernote, Memos, applicazione open source, è pensato per essere eseguito sul tuo server o VPS permettendoti di avere il pieno controllo sui tuoi dati.

https://emanuelegori.uno/come-installare-memos-con-docker-compose/Open linkView original on diggita.com
fediverso·Fediverso - social federati indipendenti byemanuelegori

Perché consiglio di abbandonare i Social Commerciali e scegliere il Fediverso

Il panorama della nostra vita digitale sta diventando sempre più aggrovigliato. Una nuova filosofia promette di cambiare per sempre il modo in cui affrontiamo i social network. Il suo nome è Fediverso.

https://emanuelegori.uno/perche-abbandonare-i-social-commerciali-e-scegliere-il-fediverso-unalternativa-etica-alla-sorveglianza-e-allodio/Open linkView original on diggita.com

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